10 cose che hanno in comune le persone che vivono felici


IlM3rdcwTeG0KUgnpe0I_enjoy-life-La faccio breve.
Viversi la vita felici, è meglio che viversela male.

e fin qui, direte voi….

Le persone che sono soddisfatte della propria vita sono felici e il più delle volte non passano la giornata a smadonnare.
La vita ha forti denominatori comuni per molti di noi, e quello che ne traiamo da essa dipende solo dal nostro modo d’interpretarla e dal nostro punto di vista, che è puramente soggettivo.
Alcuni di noi, riescono a gestire la propria vita meglio di altri, e questo determina appunto il nostro livello di felicità.
Ovviamente, a volte gli eventi della vita non sono sempre a nostro favore, ma la maggior parte delle volte quello che ci succede è conseguenza di azioni che abbiamo avuto o di decisioni che abbiamo preso in passato.

Nella stragrande maggioranza dei casi però, ci sono degli atteggiamenti nei confronti della vita che separano appunto le persone che vivono una vita felice da quelli che invece non lo fanno.

1. Le persone felici non si curano del fatto di dover piacere agli altri. Semplicemente sono in pace con loro stessi e sanno perfettamente che loro stessi sono l’unica persona alla quale devono rendere conto, alla fine della fiera.
Sanno benissimo inoltre che non potranno mai fare nulla, ne per cambiare l’opinione altrui, ne per piacere a tutti.

2. Le persone felici fanno quello che fanno solo perché sono loro stessi a volerlo.
“I felici” sono sempre consapevoli delle loro scelte e non ascoltano nessuno, anche se la loro decisione va completamente contro corrente. Se fanno una cosa è perché hanno deciso loro di farla, senza il sussidio o consiglio di nessun’altro. In questo modo sanno sempre di essere in pieno controllo delle proprie azioni e non hanno mai nessuno da biasimare (come il loro capo, gli amici, gli immigrati od i politici, ecc).

3. Le persone felici vivono in simbiosi con i loro amici ma non pretendono mai di dipendere da loro.
Avere amici su cui contare è importante, in ogni situazione; il problema sussiste quando si diventa troppo indispensabili l’uno dall’altro. Si rischia infatti che ci si possa influenzare eccessivamente nelle rispettive vite o si finisca ad interporre le amicizie con i propri obbiettivi.
I nostri amici sono le persone più vicine e simili a noi ma , ma per quanto ci possano assomigliare, hanno sempre gusti ed opinioni personali, che possono differire dai nostri. Mantenere la propria indipendenza è assolutamente fondamentale per convivere con le proprie relazioni sociali e mantenere un livello di rispetto reciproco tale da permettere di vivere liberamente e non incorrere in inutili frizioni con i propri cari.
Come si dice di solito, “se veramente ami qualcuno, lo lasci libero di essere”.

4. Le persone felici quando vengono interrogate su cosa stiano facendo, danno sempre una risposta diversa dalla propria mansione lavorativa.
Quando gli si chiede che cosa facciano nella vita, loro risponderanno sempre con i progetti personali sui quali stanno lavorando, con i loro impegni sociali, i loro prossimi obbiettivi od i posti dove vorrebbero andare.
Non risponderanno mai con il tipo di lavoro che stanno facendo per pagarsi la vita che stanno vivendo, ma ti diranno cosa fanno nella loro vita per renderla come vogliono e per raggiungere il loro prossimo goal.
Sanno benissimo che la vita la si può vivere solo in due modi: puoi lavorare ed aspettare un giorno di vivere la vita che vuoi vivere, oppure la puoi vivere come vuoi in questo momento.

5. Quando gli si chiede dove vivono, non danno mai una risposta definitiva.
Le persone felici solitamente non hanno una fissa dimora. Forse perché viaggiare fa bene all’anima o forse perché stare sempre nello stesso posto li annoia. Forse perché adorano incontrare persone nuove o perché vogliono sempre fare nuove esperienze.
O forse è solamente che non hanno ancora trovato un posto che gli va bene al 100%.
Di solito si considerano generalmente cittadini del mondo ed alla domanda “Da dove vieni?” di solito non rispondono con un paese o città ben precisi, ma rispondono con un pretenzioso “dal pianeta Terra”.

6. Hanno una filosofia di vita e religione tutta loro.
Queste persone non si associano a nessuna filosofia di pensiero e spesse volte ne generano una propria, basata sulle loro convinzioni personali, senza appoggiarsi a nessun libro o credenza già fatta.
Sanno esattamente cosa sia giusto o sbagliato per loro e spesse volte si sentono loro stessi i giudici ultimi della loro vita.

7. Sono consapevoli della loro mortalità.
Le persone felici sanno benissimo che il ticchettio dell’orologio passa inesorabile per tutti e, volenti o nolenti, non c’è altro da fare che abbracciare questo concetto inconfutabile, che appunto passiamo un tempo limitato su questa terra.
Le persone più felici a questo mondo non temono la morte; la rispettano e sanno che non possono ne evitarla ne controllarla.
Sanno però che l’unica cosa che possono controllare è la parte in cui sono ancora in vita. E lo fanno incredibilmente bene.

8. Non credono che il mondo sia una realtà fissa per tutti.
Le persone felici vedono il mondo come il proprio parco giochi personale; sanno perfettamente che quello che vedono del mondo è solamente quello che loro vogliono vedere, e di conseguenza creano attivamente la propria realtà.
Sanno che la propria mente controlla quello che ottengono dalla realtà e che ciascuno interpreta questa a seconda delle proprie necessita.

9. Le persone felici vivono al presente e sognano il futuro.
Loro hanno sogni, aspirazioni, speranze, desideri, paure e dubbi ma non lasciano mai che questi interferiscano troppo con quello che stanno facendo.
Sanno benissimo che l’unico momento che possono veramente vivere e decidere è il presente e che questa è l’unica vera certezza.
Il resto è solitamente una pura illusione.

10. Non cercano di cambiare gli altri a seconda del loro volere ma imparano ad assecondarli od a lasciarli liberi di essere.
Le persone felici sanno che è impossibile cambiare gli altri; nessuno può convincere un’altra persona a cambiare, ne tantomeno cercare di forzarne il processo.
Ognuno di noi è responsabile del proprio cambiamento e della volontà di cambiare, per cui è inutile sprecare energie nel tentativo di spingere le persone a fare qualcosa che non sono pronte a fare.
Si può però cercare d’ispirare chi ci circonda e sperare che qualcosa si scateni all’interno di queste, se proprio sono propense nel farlo.
Altrimenti è meglio lasciarle essere.

 

Buona settimana a tutti !
Enjoy

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Post ispirato da un bellissimo articolo di Paul Hudson.

La verità sulla crisi in Italia


Sono tornato dalla mia vacanza in Italia, da qualche settimana ormai.
4 settimane nel bel paese, che m’hanno devo dire illuminato.

Il 15 Ottobre era pure il mio compleanno e, come da qualche anno a questa parte ormai, ho passato la mia giornata speciale sull’aereo, fuggendo da Milano ad Abu Dhabi.
Passare il compleanno su un aeroplano, invece della solita torta e candeline con amici e parenti, è forse il regalo più bello che io mi possa fare, a mio parere.
Alla fine, se dovessi scegliere un luogo che rappresenti me ed il mio stato in questo momento, sarebbe sicuramente su un aereo…
…circondato da gente che non conosco proveniente da ogni parte del mondo, volando tra le nuvole a 10000 metri d’altezza e viaggiando verso una destinazione che spesse volte e’ ancora tutta da scoprire.
Cosa c’è meglio di questo per festeggiare il proprio giro di boa!!!?

A parte questo, devo ammettere che gli “anni di cristo”(+1) si fan sentire, non tanto per il fattore fisico, che grazie a dio non mi da grossi problemi, ma quanto per il fattore sociale.
I miei amici….quasi tutti sposati o conviventi.
Quasi tutti con figli, chi il secondo addirittura….altri già divorziati.
Quasi tutti con una carriera avviata ed una strada spianata di fronte a loro per i prossimi 40 anni.
Totalmente l’opposto della mia vita, ovviamente: single, senza fissa dimora ed a caccia della prossima avventura.

Rivedere tutti gli amici di un tempo e sentirsi un po’ spaesato, m’ha fatto sentire come un alieno piombato in una città affollata con la sua astronave; tutti ti guardano un po’ scioccati ed incuriositi, mentre tu stesso cerchi di capire cosa ti sia successo e perché ti senti così fuori luogo, nel posto che invece ti dovrebbe far sentire più “a casa” al mondo.

Le impressioni quindi che ho avuto dell’Italia questa volta, sono state decisamente diverse da quelle che pensavo mi aspettassero, considerati i feedback ricevuti due anni fa durante l’ultimo mio viaggio in Italia, dove “la crisi” era sulla bocca di tutti.

Questa volta, una cosa m’è saltata all’occhio immediatamente: Niente più crisi, ragazzi.
La crisi è finita.
Dite di no? Le cose sono 2: O la crisi non c’è più o la gente s’è solamente ADATTATA a questa nuova situazione ed ha ripreso la vita regolare di tutti i giorni, senza più spauracchi da macroeconomia.
In giro…. ho visto solo macchine nuove, gente con vestiti firmati, ristoranti, pizzerie, steak houses, sale slot machines, agenzie del lavoro ad ogni angolo e centri commerciali pieni.

Per cui, a rigor di logica, la crisi economica non c’è.
La gente alla fine, sta bene, diciamocelo pure. Concetto relativo, ma a mio avviso è cosi.
Il pane in tavola ed un tetto sulla testa non ci mancano.
Anche chi e’ senza lavoro, sta bene. Non voglio generalizzare, ma in fondo in fondo, se uno cerca, un lavoro sono sicuro che lo trova.
Se lo trovano gli immigrati, che hanno già i loro problemi ad integrarsi, figuriamoci un italiano!
Magari non ben pagato o non quello dei propri sogni, ma un qualcosa lo si trova sicuro.

La gente pero’ non manca mai di lamentarsi, ovviamente; ma questo è un po’ nella natura dell’uomo (e dell’italiano soprattutto) che ha tendenze a volersi migliorare sempre….quindi trova spesse volte nel lamentio, il modo per sfogare le proprie frustrazioni di non progressione e di stanziamento in una situazione che magari non gli va proprio a genio.
Il lamentarsi è il modo che l’italiano ha di fare la sua piccola “rivoluzione personale”.
L’italiano, quando si vuole ribellare, lo fa in diversi modi:
può prendere e stravolgere tutto, comportando gravi squilibri alla propria quiete personale, oppure si può ribellare in modo più facile e confortevole, lamentandosi in modo verbale, che le cose non vanno come dovrebbero e che si vorrebbe fare questo e quello, senza effettivamente poi fare niente a riguardo.

Credo che con questo, alla fine, la gente cerchi solo di sentirsi un po’ più viva.

Non tutti sono alla ricerca di cambiare veramente la propria vita; molti sono solo alla ricerca del “nuovo sogno” da inseguire, per poterne parlare al bar o per avere un nuovo obbiettivo per cui lottare ed andare avanti.
Quello che m’e’ difficile capire è perché la gente si ostina a NON FARE…..A NON TENTARE, di migliorare la propria vita veramente, per non rischiare di buttare via un esistenza che, a quanto dicono loro, non gli va giù.
Se proprio non ti piace la tua vita e la vorresti cambiare, cos’hai allora da perdere?
Per come la intendo io e per come e’ generalmente concepita dalla collettività, la vita è comunque una gran palla, diciamocelo!
Almeno, a mio modesto parere. 🙂
Ok, ok…..calmi ragazzi!
Mi spiego meglio.
Ti svegli, vai a lavoro, torni a casa, mangi, vai a letto. And repeat.
1 volta a l’anno vai in ferie quando ci vanno tutti (lamentandoti poi che c’è bordello), compri casa a massimo 10-15km da quella dei tuoi genitori, vai a convivere, ti sposi, fai figli, metti via i soldini per un domani “che non si sa mai”, e poi quando finisci di lavorare (ah, tra l’altro ora è fino a 70 anni, mi dicono) spendi i tuoi risparmi per curarti tutte le malattie di merda che c’hai che ti sono venute perché ovviamente…hai lavorato fino a 70 anni.
Non vi sembra una palla a voi?? Non vi pare che ce l’abbiano venduta un po’ troppo bene per quello che veramente e’ ?
Sarà, ma a me sa un po’ di fregatura.

Qualcuno un giorno disse “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine…”
Forse questa persona non aveva tutti i torti perché fondamentalmente, è proprio contrario alla natura umana.
evolution_of_manNoi, esseri in continuo cambiamento a livello cellulare, ci mettiamo di fronte ad una realtà sedentaria e statica, che ci crea dipendenza, che ci da sicurezza, che ci rende pigri e che ci rende schiavi alla fine…
Siamo esasperati dal fare la stessa cosa tutti i giorni, dall’andare al lavoro, dal metterci in fila nel traffico, dalle tasse, dai politici, ecc, e cerchiamo di ribellarci o di “rallegrare” un po’ la nostra esistenza comprandoci cazzate che non ci servono.

Siamo talmente sicuri e tranquilli che il nostro futuro sarà ricolmo delle stesse cose ogni giorno, che il solo pensiero che qualcosa cambi della nostra routine, ci fa paura, ci blocca e ci fa incazzare, perché ormai “comodi” sulle nostre poltrone ad osservare la vita scorrere.
Il cambiamento alla fine c’impaurisce, invece che stimolarci ed incuriosirci.

La monotonia invece ci tiene in vita.

Il nostro non metterci in discussione, il nostro non essere continuamente stimolati, non ci permettono di capire poi se siamo in grado di affrontare una nuova sfida, in caso poi arrivi veramente la necessita’ di cambiare.
La “vita tranquilla” alla fine ci rende fondamentalmente spaventati ed insicuri di noi stessi, di fronte alla novità ed al cambiamento.
O forse è solamente pura pigrizia, insita proprio dell’essere umano in se.

Creative-mottoMi sono accorto che vivo in unasocietà assurda.
Sembra che siamo noi quelli messi bene, nelle nostre fredde casette di cemento e ferro, tutti tristi e mogi a bestemmiare per quanto siamo stanchi di lavorare, invece che vivere “nelle capanne del terzo mondo”, dove tutti stranamente non hanno un cazzo ma hanno sempre il sorriso stampato sul volto.
Noi per avere la macchina, le scarpe firmate e il cibo in scatola nel frigo, lavoriamo tutto il giorno come degli stronzi e ci ammaliamo “di stress” ogni due per tre, mentre quei “poveracci” delle capanne, sono senza scarpe, tutti sporchi (ma senza una malanno) e campano fino a 200 anni.

Noi siamo quelli che passano la giornata a fare “gli schiavi” ed a lavorare per gli altri per la maggior parte della nostra settimana e della nostra vita.
C’innamoriamo del rituale caffe’-sigaretta, ci svegliamo a fatica la mattina ed alla lunga facciamo anche fatica ad addormentarci la sera, mangiamo di fretta schifezze già pronte, c’imbottiamo di medicine che ci distruggono perché crediamo che lavorare sia più importante che prenderci cura del nostro corpo.
Ci ritroviamo poi a correre in una stanza chiusa, piena di specchi e  gente in vestitini attillati alla moda,  sopra un tappeto che si muove da solo, per sudare e buttare giù il grasso e le schifezze che abbiamo mangiato, bevuto e fumato fino a 10 minuti prima.
C’indebitiamo fino alla morte per comprare una casa che non ci possiamo permettere, solo per stare tranquilli ed “essere sicuri” che tra 30 anni avremo finito di pagarla alla banca ed avremo un posto dove poterci rintanare, malati a lamentarci sulle medicine che dobbiamo prendere tutti i giorni per la pressione alta (se ci va bene) e a bestemmiare sulle nuove generazioni che non hanno voglia di far niente.
Chiediamo soldi alle banche, che ci terranno per i coglioni finchè non sputeremo l’ultima goccia di linfa vitale che c’è rimasta, per comprarci roba inutile; televisori 3D 1000 pollici  per guardare programmi televisivi del cazzo, senza senso, e pubblicità che ci fa il lavaggio del cervello. Ci compriamo cellulari da 1000 euro del cui potenziale utilizziamo solo il 3% (telefonare, messaggi e foto) per fare delle conversazioni tipo “butta la pasta che arrivo” o “hai visto Jessica che scarpe aveva l’altra sera?”, con gente che vediamo comunque tutti i giorni e che probabilmente abita al massimo a 15km da casa nostra.
Ci compriamo macchine potenti e SUV a rate, che non ci stanno nemmeno in strada e che non possiamo parcheggiare in paese, solo fondamentalmente per farci vedere dal vicino di casa o dagli amici.
Ci spariamo le pose l’un l’altro sui social networks, facendo un sacco di selfies del cazzo con la boccuccia a culo di gallina, senza mai pero’ spendere un secondo per guardarci dentro e vedere che persone siamo diventate.
Facciamo figli come comprare vestiti, crescendo poi un branco di coglioni viziati muniti di cellulari, che andranno a gestire la nazione ancora peggio di quei quattro farabutti che sono su ora.
Viviamo vite degli altri. Ci vestiamo tutti uguali, ci pettiniamo come gli One Direction e ci mettiamo dei pantaloni che sono scomodi per sembrare più fighi.
Vogliamo fare tutti i calciatori, le veline, o diventare stelle del cinema, senza poi considerare il fatto che la quasi totalità di quei personaggi qui, sono tutti belli e ricchi ma fottuti nelle loro vite private ed a livello sociale e psicologico.

La crisi….
Ma quale crisi?!
In Italia non c’è nessuna crisi economica!
Abbiamo la crisi dell’uomo occidentale, quello si !
La crisi del “tuvvoffa’ l’americano medio” !
La crisi, è dentro di noi. Ma solo se gli permettiamo di entrare.

Bisognerebbe iniziare a diventare i propri eroi personali…..costruire i propri sogni, senza seguire quelli degli altri.
Bisognerebbe iniziare ad ascoltarsi di più…..veramente….ed iniziare a darsi un po’ più di fiducia…in se stessi e negli altri, invece di cercare di fottersi l’un l’altro.
Bisognerebbe un po’ tornare bambini, come si suol dire.
Tornare ad essere se stessi, come lo si era quando avevamo 4 o 5 anni, quando non c’erano costrizioni sociali, economiche o razziali ad impedirci di sognare ed ascoltare noi stessi.

La vita è veramente un dono fantastico.
Non sprecarla in un cumulo di cazzate, è il minimo che possiamo fare per rispettare questo regalo che c’è stato elargito.

Forse, alla fine della fiera, il significato della vita è proprio quello di cercare di darle un senso.
Our very own.

be yourself,
and enjoy the ride.

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Viaggiatori o Turisti? 5 cose che ho imparato viaggiando


Azonzo-travel-Australia-mapIl mondo si può dividere in due grandi categorie.
I Viaggiatori ed i Turisti.
Sin dai tempi più antichi i viaggiatori erano dei personaggi particolari  all’interno della società. Per molti di essi, in principio, viaggiare era un arte ed un lavoro, in quanto venivano pagati per andare ad esplorare terre lontane e portare in patria informazioni utili e tesori trovati.

Oggi invece lo stereotipo del viaggiatore ha preso una definizione ben più ampia.
Grazie alla tecnologia, viaggiare non è più una cosa così astrusa e chiunque con un po di voglia può affrontare il grande passo, armati solo di uno smartphone, uno zaino ed una manciata di euro.
La sto facendo facile, dite voi? Beh, si basti pensare ad una sessantina d’anni fa, quando ancora i primi emigranti si dovevano spostare in nave, viaggiando anche uno o due mesi per arrivare a destinazione, e dovevano comunicare con le persone care via lettera o telefono.
Assurdo ovviamente ai nostri occhi, vista la tecnologia che ci ritroviamo al giorno d’oggi, ma per molti e’ stato il prezzo da pagare per poter magari solo riuscire a far mangiare le proprie famiglie.
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Tornando a noi, cosa distingue il Viaggiatore dal Turista oggigiorno?
Il viaggiatore è quella persona che HA BISOGNO di viaggiare per non impazzire e stare bene con se stesso.
E’ una persona che semplicemente sente, dal profondo della propria anima, che DEVE ANDARE A VEDERE cosa c’e’ in fondo alla via, oltre la siepe o dall’altra parte dell’oceano.
Il viaggiatore si distingue dalle persone “normali” che incontri per strada, nei bar od alle feste, perché l’unica conversazione che uscirà dalla sua bocca è riguardo il suo ultimo viaggio, che ovviamente gli ha cambiato il modo di vedere il mondo, oppure riguardo la sua prossima avventura.
Troverai il viaggiatore spesse volte indossare vestiti comodi, che stonano un po’ con la moda locale, quasi come se dovesse essere sempre pronto a partire; avrà sempre lo sguardo rivolto un po’ verso l’orizzonte, come se dovesse sempre cercare punti di riferimento per orientarsi, anche se in un posto che conosce benissimo oramai.
Il viaggiatore e’ spesse volte una persona molto dinamica, che fa mille cose tutte assieme ed a cui piace essere coinvolto sempre in cose nuove.
Il viaggiatore e’ quella persona che all’estero e’ disposta a provare quello che la cucina del luogo offre, solo perché diverso da quello che comunemente mangia.
Il viaggiatore è uno che di solito è capace di ascoltare; è una persona aperta di mente ed adora raccontare le sue avventure, non per il piacere di vantarsi con gli amici, ma per diffondere cultura e conoscenza, spesso magari sfatando negativi luoghi comuni di solito divulgati dal TURISTA.tourist-travelers-quote

Il turista….beh, ce ne sono di diversi tipi; generalizzare non sarebbe nemmeno una cosa corretta.
Il turista comunque e’ quello che di solito generalizza, quindi per par condicio, faro’ lo stesso con lui.
Questi, quando visita un posto nuovo, non fa altro che paragonarlo a casa propria, od a dire che la gente e’ strana, che fa troppo caldo o freddo, che non fanno gli aperitivi come nel suo baretto preferito od a come non sta mangiando bene come a casa sua come piace a lui.

Ma perchè una persona dovrebbe mollare tutto…..un lavoro, la casa, gli amici, la famiglia ed il baretto degli aperitivi per un qualcosa che non si sa se ci piacerà o per un qualcosa che magari potrebbe metterlo nei guai invece che rimanere nel comodo del proprio paese?
Non e’ forse meglio massacrarsi quel poco di fegato rimasto con una valanga di spritz?

E’ proprio questa la differenza tra il viaggiatore ed il turista.
Il primo HA BISOGNO di viaggiare, mentre il secondo ha bisogno solo di rompere un po’ la monotonia giornaliera.

E proprio di questo che voglio parlarvi oggi, elencandovi i 5 benefici che ho ottenuto viaggiando.

1) Viaggiare ti fa crescere
Non c’è modo migliore per sapere CHI SEI, se non mettersi alla prova in situazioni diverse e con persone diverse. Una delle cose che non ci viene molto consueto fare è il chiedersi che tipo di persone si è; sembra quasi una banalità, ma se io ora ti chiedessi:”Tu, chi sei?” voglio vedere quante persone riescono a rispondermi immediatamente senza dire la professione che si fa (tipo io sono un idraulico, sono un dottore, ecc). Non necessariamente quello che facciamo come professione lavorativa, deve determinare che tipo di persone siamo. Sapere che tipo di persona si è e che cosa si vuole dalla propria vita sono domande che non ci si pone spesso a causa della routine e della vita che si ripete uguale tutti i giorni.
Quello che invece è importante capire è che noi invece cambiamo ogni giorno e che a volte ignoriamo questo fatto a caro prezzo; comprendere il proprio cambiamento ci fa capire dove si sta andando ma soprattutto se si sta andando nella direzione giusta con la propria vita. 

2) Viaggiare ti apre la mente
Un luogo comune un po’ cliché, se si vuole, ma essere esposti ad una cultura diversa, una lingua diversa, una cucina diversa od un posto diverso da quello cui si e’ vissuti sin da quando siam venuti al mondo, ci aiuta a capire come possa essere il punto di vista altrui.
La curiosità che una volta ci teneva in vita da bambini, in età adulta sembra quasi svanire, come la fiamma di una candela, che mano a mano diminuisce d’intensità non trovando più cera da bruciare.
Conoscere cose nuove ogni giorno, imparare a farci capire da gente che non parla la nostra lingua, iniziare a fare “i primi passi” in un paese tutto nuovo, proprio come un bambino, tiene la fiamma accesa e ben viva, mantenendoci anche giovani.

3) Viaggiare e lavorare è meglio che…lavorare
Credo che questa io non la debba proprio spiegare, perché si capisce da soli il motivo per il quale il lavoro nel solito posto per tutta la vita non riesca a battere il fantastico piacere che si prova nel viaggiare e reinventarsi ogni volta in un nuovo paese.
Insomma, il valore aggiunto del “viaggiare”, rende il lavorare (anche se spesse volte si viene a lavorare più duramente di quanto si potrebbe lavorare nel proprio paese) più piacevole oppure più stimolante.
In ogni caso, cambiare lavoro e stimoli, fa bene.

4) Viaggiare ti fa apprezzare le cose che veramente ti mancano di casa.
Non c’e’ modo migliore per capire cosa veramente ci piace e cosa veramente ci manca di casa, quando non ce l’abbiamo più a disposizione per un lungo periodo.
Persone incluse.
Ovviamente qui c’e’ un piccolo rovescio della medaglia, in quanto ci si dimentica anche delle cose che magari c’hanno esasperato, invece che tenere quelle bene a mente.

5) Viaggiare ti fa capire che siamo tutti cittadini del mondo.
Con i tempi che corrono a livello economico, capire questo fattore della propria esistenza, e’ un passo fondamentale verso il futuro del pianeta, oltre che offrirci un mondo d’illimitate possibilità.
Mi spiego meglio. Negli ultimi anni, l’economia mondiale e gli accordi tra nazioni, hanno fatto in modo che moltissime persone abbiano potuto cambiare paese, molto più che gli anni in cui c’erano ancora frizioni tra i popoli.
Si basti pensare a come i Cinesi, gli Indiani, i popoli del Sud America e dell’ est e sud Europeo, si siano spostati in tutto il mondo negli ultimi 60 anni, creando ovviamente nuove attività e portando forza lavoro e cultura in paesi dove magari non v’era multietnia in precedenza.
Per farvi un esempio calzante, basta pensare al numero d’italiani qui in Australia (dove l’italiano e’ la seconda lingua più parlata).
Anche l’Italia, nonostante la sua decadente economia, risulta ancora un paese migliore per alcuni popoli, come quelli africani, cinesi od est europei.
Vivere in un altro paese, non solo ti fa rendere conto che questa migrazione accomuna un po’ tutto il pianeta e che il mondo piano piano si sta trasformando in un unico grande Paese ricolmo di gente di ogni razza e colore, ma anche del fatto che SIAMO NOI STESSI gli immigrati in cerca “di fortuna”.
Dopo aver capito tutto questo, ci si rende conto che sentirsi SOLO cittadini italiani, e’ alla fine molto limitante.
Bisognerebbe sentirsi cittadini del mondo, per accomunarsi alle persone con le quali ogni giorno vivono intorno a noi, che non sono più solo ed esclusivamente di origine italiana, ma sono persone a cui piace il posto in cui viviamo, a prescindere da dove provengono.
Lo stile di vita ed il rispetto reciproco sono le qualità che dobbiamo apprezzare dei nostri vicini, non la loro provenienza.
Bisogna abituarsi al fatto che saremo tutti multicolore….o tutti beige tra qualche centinaio d’anni, visto che piano piano ci stiamo mescolando tutti.
Bisogna uscire dallo stereotipo di avere solo l’Italia od il nostro paesello come sbocco professionale ed aprire la nostra mente al mondo intero.
Solo allora si capirà che non c’e’ più nessuna crisi….ma solo un infinito mare di possibilità a nostra disposizione.

Sta solo a noi andare a prenderle.

Enjoy.