10 cose che hanno in comune le persone che vivono felici


IlM3rdcwTeG0KUgnpe0I_enjoy-life-La faccio breve.
Viversi la vita felici, è meglio che viversela male.

e fin qui, direte voi….

Le persone che sono soddisfatte della propria vita sono felici e il più delle volte non passano la giornata a smadonnare.
La vita ha forti denominatori comuni per molti di noi, e quello che ne traiamo da essa dipende solo dal nostro modo d’interpretarla e dal nostro punto di vista, che è puramente soggettivo.
Alcuni di noi, riescono a gestire la propria vita meglio di altri, e questo determina appunto il nostro livello di felicità.
Ovviamente, a volte gli eventi della vita non sono sempre a nostro favore, ma la maggior parte delle volte quello che ci succede è conseguenza di azioni che abbiamo avuto o di decisioni che abbiamo preso in passato.

Nella stragrande maggioranza dei casi però, ci sono degli atteggiamenti nei confronti della vita che separano appunto le persone che vivono una vita felice da quelli che invece non lo fanno.

1. Le persone felici non si curano del fatto di dover piacere agli altri. Semplicemente sono in pace con loro stessi e sanno perfettamente che loro stessi sono l’unica persona alla quale devono rendere conto, alla fine della fiera.
Sanno benissimo inoltre che non potranno mai fare nulla, ne per cambiare l’opinione altrui, ne per piacere a tutti.

2. Le persone felici fanno quello che fanno solo perché sono loro stessi a volerlo.
“I felici” sono sempre consapevoli delle loro scelte e non ascoltano nessuno, anche se la loro decisione va completamente contro corrente. Se fanno una cosa è perché hanno deciso loro di farla, senza il sussidio o consiglio di nessun’altro. In questo modo sanno sempre di essere in pieno controllo delle proprie azioni e non hanno mai nessuno da biasimare (come il loro capo, gli amici, gli immigrati od i politici, ecc).

3. Le persone felici vivono in simbiosi con i loro amici ma non pretendono mai di dipendere da loro.
Avere amici su cui contare è importante, in ogni situazione; il problema sussiste quando si diventa troppo indispensabili l’uno dall’altro. Si rischia infatti che ci si possa influenzare eccessivamente nelle rispettive vite o si finisca ad interporre le amicizie con i propri obbiettivi.
I nostri amici sono le persone più vicine e simili a noi ma , ma per quanto ci possano assomigliare, hanno sempre gusti ed opinioni personali, che possono differire dai nostri. Mantenere la propria indipendenza è assolutamente fondamentale per convivere con le proprie relazioni sociali e mantenere un livello di rispetto reciproco tale da permettere di vivere liberamente e non incorrere in inutili frizioni con i propri cari.
Come si dice di solito, “se veramente ami qualcuno, lo lasci libero di essere”.

4. Le persone felici quando vengono interrogate su cosa stiano facendo, danno sempre una risposta diversa dalla propria mansione lavorativa.
Quando gli si chiede che cosa facciano nella vita, loro risponderanno sempre con i progetti personali sui quali stanno lavorando, con i loro impegni sociali, i loro prossimi obbiettivi od i posti dove vorrebbero andare.
Non risponderanno mai con il tipo di lavoro che stanno facendo per pagarsi la vita che stanno vivendo, ma ti diranno cosa fanno nella loro vita per renderla come vogliono e per raggiungere il loro prossimo goal.
Sanno benissimo che la vita la si può vivere solo in due modi: puoi lavorare ed aspettare un giorno di vivere la vita che vuoi vivere, oppure la puoi vivere come vuoi in questo momento.

5. Quando gli si chiede dove vivono, non danno mai una risposta definitiva.
Le persone felici solitamente non hanno una fissa dimora. Forse perché viaggiare fa bene all’anima o forse perché stare sempre nello stesso posto li annoia. Forse perché adorano incontrare persone nuove o perché vogliono sempre fare nuove esperienze.
O forse è solamente che non hanno ancora trovato un posto che gli va bene al 100%.
Di solito si considerano generalmente cittadini del mondo ed alla domanda “Da dove vieni?” di solito non rispondono con un paese o città ben precisi, ma rispondono con un pretenzioso “dal pianeta Terra”.

6. Hanno una filosofia di vita e religione tutta loro.
Queste persone non si associano a nessuna filosofia di pensiero e spesse volte ne generano una propria, basata sulle loro convinzioni personali, senza appoggiarsi a nessun libro o credenza già fatta.
Sanno esattamente cosa sia giusto o sbagliato per loro e spesse volte si sentono loro stessi i giudici ultimi della loro vita.

7. Sono consapevoli della loro mortalità.
Le persone felici sanno benissimo che il ticchettio dell’orologio passa inesorabile per tutti e, volenti o nolenti, non c’è altro da fare che abbracciare questo concetto inconfutabile, che appunto passiamo un tempo limitato su questa terra.
Le persone più felici a questo mondo non temono la morte; la rispettano e sanno che non possono ne evitarla ne controllarla.
Sanno però che l’unica cosa che possono controllare è la parte in cui sono ancora in vita. E lo fanno incredibilmente bene.

8. Non credono che il mondo sia una realtà fissa per tutti.
Le persone felici vedono il mondo come il proprio parco giochi personale; sanno perfettamente che quello che vedono del mondo è solamente quello che loro vogliono vedere, e di conseguenza creano attivamente la propria realtà.
Sanno che la propria mente controlla quello che ottengono dalla realtà e che ciascuno interpreta questa a seconda delle proprie necessita.

9. Le persone felici vivono al presente e sognano il futuro.
Loro hanno sogni, aspirazioni, speranze, desideri, paure e dubbi ma non lasciano mai che questi interferiscano troppo con quello che stanno facendo.
Sanno benissimo che l’unico momento che possono veramente vivere e decidere è il presente e che questa è l’unica vera certezza.
Il resto è solitamente una pura illusione.

10. Non cercano di cambiare gli altri a seconda del loro volere ma imparano ad assecondarli od a lasciarli liberi di essere.
Le persone felici sanno che è impossibile cambiare gli altri; nessuno può convincere un’altra persona a cambiare, ne tantomeno cercare di forzarne il processo.
Ognuno di noi è responsabile del proprio cambiamento e della volontà di cambiare, per cui è inutile sprecare energie nel tentativo di spingere le persone a fare qualcosa che non sono pronte a fare.
Si può però cercare d’ispirare chi ci circonda e sperare che qualcosa si scateni all’interno di queste, se proprio sono propense nel farlo.
Altrimenti è meglio lasciarle essere.

 

Buona settimana a tutti !
Enjoy

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Post ispirato da un bellissimo articolo di Paul Hudson.

Vacanza Inception


vacationQualcuno potrebbe arguire sul fatto che vivere qui in Australia, vista l’elevata prossimità all’oceano ed allo stile di vita rilassato, sia già una sorta di villeggiatura.
Sono d’accordo anch’io, in un certo senso, fino ad un certo punto pero’ perché fondamentalmente io qui CI VIVO, quindi andare in vacanza per me è un po’ come dire partire “dalla vacanza” per andare in vacanza.

Vivere al mare, ti permette poi di apprezzare molto di più le mete di villeggiatura come per esempio città, montagna e tutte le altre località non propriamente marittime.

Ma, tagliando la testa al toro, parliamo appunto di questa ultima benedizione di Time Off che mi sono concesso giusto un paio di settimane fa: Thailandia e Singapore.

La prima è stata appunto una vacanza di puro piacere.
Ho finalmente potuto apprezzare la Thailandia “con gli occhi di un Australiano”; la vita infatti, nella terra del sorriso, è veramente molto cheap, e per gli abitanti di Sydney in particolare, farsi qualche giorno da quelle parti vuol dire concedersi LUSSI che in terra canguregna non ci si potrebbe nemmeno sognare, come Hotel 5 stelle, Shopping estremo, Ristoranti di lusso, ecc.
Il tempo trascorso in Thailandia è stato principalmente speso nella sua capitale Bangkok, dove lontane reminiscenze di periodi passati e lunghe camminate, alla scoperta delle nuove parti della città, hanno reso il mio soggiorno un sogno ad occhi aperti continuo.
Oltre a quello che un normale turista può trovare, per me la Thailandia è anche la patria dell’arte marziale che amo e che pratico da ormai più di 10 anni: la Muay Thai.
Allenarmi in una palestra li ed assistere a dei combattimenti è stata inoltre un’esperienza veramente fantastica che solo un praticante come me può capire.

Per il resto, la città non delude sicuramente in termini di shopping, che non è propriamente una delle attività che prediligo, ma devo ammettere che un paio di magliette me le sono prese come ricordo pure io.

Su tutto, ovviamente, il cibo; sicuramente all’altezza delle aspettative e di una qualità incredibile. Questi ha reso il mio soggiorno praticamente una continua caccia al posto più “local” possibile, dove infatti si possono trovare signore anziane che cucinano da mille anni la stessa cosa e la fanno in modo allucinante…ed ovviamente PICCANTISSIMA.
Questa è sinceramente una cosa molto strana visto che sono sempre stato un tipo a cui il cibo piccante non è mai piaciuto. Dopo aver vissuto in Thailandia per diversi mesi però anni orsono, sono diventato un grandissimo estimatore della loro cucina e del loro modo di usare i loro peperoncini freschi.
Risultato: mi sono letteralmente ucciso di cibo. Ho mangiato praticamente “alla thailandese”, il che vuol dire, di tutto a tutte le ore.
Papaya salad, Nam tok Moo, Pad Kah Prao come vincitori indiscussi delle mie giornate e poi ettolitri di spremute di mandarino fresche, succhi di Guava, Melograno, Passion Fruit e gran mangiate di Jack Fruit e Durian, il famoso frutto che puzza.
CHE BONTÀ RAGAZZI !!
Meno male che un po’ di esercizio l’ho fatto, quindi non sono diventato 200kg, per fortuna.

Dopo questa breve visita nella terra del sorriso, mi sonno recato a Singapore per far visita ad un caro amico, il quale è appena diventato padre e m’ha concesso l’onore di fare da padrino a suo figlio.
Singapore l’avevo già vista in precedenza, molto di sfuggita, ma alla seconda impressione m’è parsa leggermente meglio sotto certi punti di vista, ma alquanto invariata riguardo al giudizio generale.
Fantastica infatti è stata la scena culinaria e del servizio pubblico.
Ristoranti e Bar di altissimo livello (ovviamente overpriced) e servizi pubblici impeccabili. Pulizia incredibile e sicurezza quasi scioccante.
Non esiste quasi nessun crimine in questa città tanto è vero che si inventano perfino leggi nuove per cercare di non annoiarsi; tra le foto potrete trovare infatti un nuovo cartello pubblico che incita i propri cittadini ad redarguire le persone che si atteggiano con comportamenti “troppo modesti”.
:O

Meno male che sono tornato nella mia Bronte….
….dove l’odore dell’oceano e la fresca brezza marina m’hanno aiutato a superare il pesante trauma del ritornare in ufficio.
Uff !!
First World Problems, signori!

Auguro a tutti un buon Fine settimana.
Io sarò nel fango e nell’acqua tutto il weekend.
Vi spiegherò tutto meglio nel prossimo post.

Enjoy

Mel-bourne Supremacy


Di ritorno dal mio trip da Melbourne mi sento di dire che la città è proprio un gioiellino.

Partendo dal presupposto che io ADORO SYDNEY, le mie temperature miti e la mia spiaggia, Melbourne m’ha dato l’idea proprio di una città civilizzata, pulita, organizzata e veramente eclettica.

Unica nel suo genere, nelle sue vie multicolori, nei suoi parchi verdissimi, nei suoi innumerevoli cafe e ristoranti uno più bello dell’altro, nella sua storia, nei suoi sport e nella sua multietnia.

Melbourne è a mio avviso LA CITTÀ per eccellenza.
Stilosa, classica, moderna, multietnica ed efficiente.

Fresca, perchè ovviamente il clima non è il suo punto forte, ma a volte si può passar sopra a questo piccolo fattore, in nome di una civiltà che la eleva a livelli altissimi.
Eletta CITTÀ migliore al mondo per 3 anni a fila.

Ora so perchè.
Go Melbourne !!!